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Era fuori da scuola, l’ho vista, con le solite sue cinque “amiche”.
Le hanno chiesto come stava e lei, fingendo un sorriso, “sto bene, te?” rispose, le sue amiche iniziarono un altro discorso.
Lo vedo solo io?
Vedo solo io le lacrime invisibili che le escono dagli occhi scivolando sulle guance, piene di graffi caldi e rosso fuoco in quel sorriso?
Sento solo io “aiutami” in quel “sto bene, te?” ?
Si è incamminata a scuola, le sue amiche stanno davanti e lei di dietro da sola.
E’ entrata dentro scuola e la sua migliore amica si è scusata dicendo che deve aspettare un’altra amica, ha detto che andava tutto bene e di non preoccuparsi sorridendo, ma l’ho letto nei suoi occhi quella gelosia, quella consapevolezza di essere stata, oramai, sostituita.
E’ entrata in classe e si toglie il giubbotto rosso, indossa la felpa blu con la foto del suo idolo “l’unico motivo per vivere” dice lei.
Si è seduta e scherza con la sua vicina di banco, ma lo sento che nei suoi insulti per scherzo c’è un “perché non mi vuoi bene?”
E’ stata interrogata ed ha preso un sette, si sono tutti complimentati con lei ed ha risposto “grazie” ma io l’ho sentito “faccio schifo”. Ha passato una settimana a studiare ed un sette non è abbastanza per una settimana di studio.
E’ suonata la ricreazione ed è andata fuori a fumare con quelle sue amiche.
La sua migliore amica chiede una sigaretta ad un ragazzo, ex compagno di classe, ha dato la sigaretta.
Lei gli ha chiesto una sigaretta, con la promessa che l’avrebbe riportata, gli ha detto di no ridendo con i suoi tre amici.
E’ andata con le sue amiche, senza sigaretta e le hanno chiesto di chiederla a qualcun altro, lei ha risposto “no, è uguale”.
Solo io ho sentito “tanto non me la danno, anche io se potessi, non me la darei”.
E’ suonata la ricreazione ed ha chiesto alla sua migliore amica di aspettare che doveva dirle una cosa, ma lei, dopo averle detto i suoi affari scappa in classe con l’altra amica.
Lei ha detto “tranquilla, vai” ma in realtà voleva urlare “ti prego, resta”. Solo io l’ho sentito.
E’ suonata l’ultima campana e siamo fuori.
Due delle sue amiche prendono la corriera assieme, un’altra va in macchina e la sua migliore amica prende un passaggio dall’altra sua amica, scusandosi con lei. Ha risposto “stai tranquilla” ma io l’ho sentito “stai tranquilla, lo sapevo che prima o poi ti avrei perso”. Ed è andata da sola a casa fumandosi la sua sigaretta.
Vorrei capire chi l’ha ridotta così, chi l’ha distrutta così.
Vorrei abbracciarla forte e dirle che va tutto bene, che ci sono io con lei e che io non sono gli altri.
Io quando si chiuderebbe come un istrice le accarezzerei gli aculei a costo di farmi male finché non si apre.
Non so chi l’ha ridotta così, ma è un mostro: ha distrutto un angelo.